9 Novembre 1989

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9 Novembre 1989

Cari Lettori ,

una canzone ascoltata su Youtube mi ha fatto venire la voglia di raccontare questa storia del passato .

Ero uno studente di 23 anni . Un incontro casuale con una ragazza tedesca dell’ est , in una discoteca di Budapest nel luglio 1988, mi avrebbe proiettato in uno degli avvenimenti piu’ interessanti del secolo .

I primi di novembre 1989 , dopo alcuni mesi di telefonate , ero a Berlino .

All’epoca , Berlino est , dove lei risiedeva e lavorava come infermiera in uno dei colossali ospedali della periferia , era accessibile solo tramite la Porta di Brandeburgo o il tristemente famoso Check Point Charlie .

Il visto concesso era di 24 ore . Quindi mi dovevo recare al confine un po’ prima di mezzanotte , mezzo congelato e intirizzito , e passare , rientrando in Germania ovest , e girare intorno al check point e rifarmi la trafila di stanzette con gli specchi e le perquisizioni per il rientro in Berlino Est ….fino alla mezzanotte successiva .

Una volta feci una pazzia che mi costo’ un’ora di sonno . Comprai una Coca Cola al distributore automatico in Berlino ovest . Cathrin la sognava . La copia tedesca dell’ est , era la Fita Cola , dal sapore di caramello . Odiata , naturalmente, come tutto quanto fosse prodotto localmente .

Mi fecero aspettare un’ oretta per esaminare il pericoloso contenuto . Dovetti aprirla , ovviamente . Ma poi riuscii a farla passare e a farla provare , con gioia generale .

Si abitava in un terribile palazzone tedesco , senza riscaldamento e con un po’ di vetri rotti . Con una stufa di ceramica , enorme , in un angolo della camera . Sul letto vi erano cosi’ tante coperte e piumini che il peso mi schiacciava e immobilizzava .

Erano tutte infermiere nel palazzo . Un bagno per piano , era il lusso concesso.

Dentro il bagno ,con solo il sanitario in un metro quadrato di spazio , vi era una foto di un campo di girasoli . Mi piaceva quella foto .

Era la mia terza visita in Germania Est . Pur essendo uno sprovveduto , che qualcosa stesse succedendo , doveva essere evidente anche per me .

I miei pochi denari dell’ ovest , si stavano moltiplicando . Al cambio ufficiale , 1:1 , il marco dell’ ovest rapidamente crebbe sul mercato nero . Erano i primi di novembre . Si passo a 100 a 1 . 200 a 1 . Fino ad un giorno in cui mi offrirono 800 marchi est per 1 marco dell’ ovest .

Mi ero trasformato in un riccone . Tenevo un taxi Trabant a nostra disposizione tutto il giorno e prenotavo i ristoranti migliori . Con mance colossali , mesi di stipendio locale , riuscivo a sedermi senza passare dal Tourist Bureau che regolava anche le prenotazioni dei ristoranti . Una situazione che palesemente era sintomo di grossi cambiamenti in atto .

Di giorno , mentre la mia infermiera lavorava , mi aggiravo per Alexander Platz, attirato da una libreria dove di erano centinaia di libri di scacchi russi . Compravo diversi libri russi , sperando di acquisire una improbabile cultura scacchistica , incurante del peso dello zaino che mi accompagnava e mi avrebbe accompagnato nel ritorno in treno ,a casa .

Ogni intersezione , -eravamo nella zona di traffico limitato – , vi era un Pass Kontrol. Un solerte ufficiale sbucava fuori dal gabbiotto e mi controllava il passaporto . Circa ogni 200 metri . All’ epoca queste cose non mi disturbavano.

Ricordo che il 9 Novembre Cathrin torno’ dal lavoro e si vedeva una strana luminosita’ . C’era un brusio nell’ aria e le ragazze discutevano animatamente .

Ci ritrovammo in strada . Diretti alla Porta di Brandeburgo . Non faceva neppure freddo .

C’era una folla immensa . Grida e risate , come dopo una partita di calcio vinta, all’ uscita dalla stadio .

Era tutto una luce . Ci mettemmo in fila con altre migliaia di persone . Passammo tra alcune transenne . Vi era un improvvisato casetto . Cathrin mostro’ il suo documento e le diedero 100 marchi dell’ ovest .

Come in trance , come due zombi , sospinti dalla folla , ci ritrovammo in Berlino ovest . Camminammo tutta la notte . Alla fine si decise di sedersi in un Mc Donald . Non penso avessimo neppure fame ma era per provare qualcosa .

Verso l’ alba , a piedi , si rifece la strada al contrario e dopo altri 10 km si arrivo’ al palazzone .

La mattina lei ando’ a lavorare ……era tedesca alla fine . Inutile pensare di dissuaderla.

Io mi recai nella zona interdetta , ormai aperta . C’erano un sacco di persone che martellavano il muro . Trovai un martello e spaccai 4 pezzetti e me li misi in tasca .

Dopo due giorni , venne per me il momento di partire .

Canticchiavo tutto il tempo quello che mi sembrava il motivo del momento , l’ inno alla liberta’ . Del grande Franco Battiato , interpretato da Milva . AlexanderPlatz.

Ero molto giovane e un po’ montato , ma piu’ o meno come tutti i giovani . Ero convinto che sarei sempre stato parte della storia , e dei grandi eventi che mi aspettavano .

Mi sembrava normale essere li a Berlino per la caduta del muro .

Insomma , mi credevo protagonista, con i miei pezzetti di muro in tasca …

Ci ho messo molti anni per capire che la gente , e’ veramente la sola e unica protagonista .

Non esiste muro che possa fermare la gente , per sempre .

Non esiste regime , legge , difficolta’ tecnica o logistica ….la gente , la massa , e’ sempre la vincitrice finale .

Non ho mai creduto e mai credero’ nei complotti o nella possibilita’ di controllare la gente . Storicamente , non succede ne’ e’ mai successo .

Quella folla che scavalcava il Muro al Check Point Charlie , che inondava Berlino Ovest , passando a lato di quello che sarebbe diventato il Museo dei Martiri che hanno dato la vita cercando di lasciare l’ est per l’ ovest , scappando magari non da una guerra , ma da condizioni di vita disagiate ……per me e’ diventato un simbolo .

Alla fine , ero un ragazzo con lo zaino e 4 pezzetti di cemento in tasca , e certo non un protagonista , ma una cellula di un organismo , che unito , e’ capace di cose incredibili .

Sono passati quasi 30 anni da allora . I capelli si sono fatti bianchi e i pezzetti di cemento , chissa’ dove li ho messi .

Ma mi e’ rimasto il rispetto per la gente e per la forza che a volte , permette di rovesciare i sistemi piu’ oscurantisti e polizieschi , cosi’ ….in una notte di follia. .