Cantiere tradizionale a Porto

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Un cantiere tradizionale a Porto

A poche centinaia di metri , dalla zona turistica di Porto , sul fiume Douro , ho individuato questo cantiere che costruisce e ripara imbarcazioni in legno , da pesca e per il trasporto passeggeri .

Fanno lavori veramente impegnativi , pur essendo all’ aperto , senza un capannone.

La qualita’ del lavoro , del lavoro artigiano intendo , mi e’ sembrato notevole . Il legno e’ probabilmente acquistato gia’ segato in tavoloni e stagionato, mentre la messa in opera viene fatta li sul posto .

Bello vedere anche una barca di 20 metri ,nascere dalla posa della chiglia , li sul posto , direttamente sulla rampa che la portera’ in mare.

Mi ha stupito anche vedere lavori del genere , considerando che in Italia ,sarebbe assolutamente impossibile lavorare cosi’ e si verrebbe aggrediti dalle Autorità, direttamente il primo giorno .

C’e’, evidentemente , in Portogallo, una certa flessibilità nell’applicazione delle infinite normative e regolamentazioni , locali ed Europee , che invece affliggono l’ Italia .

La manodopera e’ costituita da vecchi maestri portoghesi , e anche diversi giovani apprendisti , nei vari stadi dell’ apprendistato ,anch’essi sicuramente portoghesi . Non ho notato stranieri in questo settore . Anzi , gli unici stranieri che ho notato , lavorare a Porto , sono tutti negli hotel e ristoranti/bar .

A vedere questo cantiere , mi sono avvicinato e mi ha interessato la costruzione in clinker senza calafataggio , con legno incollato con una pasta scura , che mi e’ sembrata un misto di colle e polvere di legno .

Per ottenere una costruzione stagna , in questo modo , occorre essere sicuri della qualita’ del legno , che deve essere ottimamente essiccato , o i movimenti della tavola , farebbero saltare sicuramente l’ incollaggio , con sicure filtrazioni di acqua .

Nel passato nel mio cantiere in Thailandia , si e’ costruito in clinker di teak , ma solo barchette , con spessore del fasciame di 10-12 mm al massimo .

Essiccare una tavola importante, di 25-30 mm di spessore , e’ una bella impresa ! Mi sono fermato a fare i complimenti a questa gente .

Le forme dello scafo mi hanno ricordato le Barge del fiume Chaopraya o Bangpakong , dove ho passato molti anni . Sembrano studiate per portare molto peso .

Ho notato anche alcune barche con sopra le botti di vino . Vengono usate per portare in giro i turisti , che si godono la vista della citta’ e ne approfittano per provare i vari tipi di invecchiamento dei vini locali , tra cui il famosissimo Porto .

Ho notato che parecchi turisti che girovagavano per quell’ area , si fermavano a fotografare . Queste opere tradizionali , attirano sempre il visitatore .

Mi e’ venuta in mente l’ idea di un mio amico : un ristorante/bar , con i tavoli in circolo intorno ad un centro, dove, mentre la gente mangia tranquillamente , un artigiano costruisce una barchetta in legno massello , piano piano . Il tutto protetto da un vetro , per la polvere eventuale o i rumori . Una cosa molto particolare ma anche interessante….”andiamo a mangiare da xxxxx stasera , che girano la barchetta e la rifiniscono” . Viviamo in un mondo in effetti, dove il fai da te la fa da padrone e la gente e’ molto interessata al recupero di queste attività tradizionali . Forse siamo un po’ tutti stufi dei computer e ci attira il nostro passato .

Comunque l’ idea mi e’ sembrata degna di essere considerata .