Cucine a bordo

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Le Cucine a Bordo nelle Barche

Chiunque abbia navigato o costruito una barca o visitato una barca al Salone , sempre ha finito per parlare della cucina , ovvero ,  delle cucine di bordo nelle imbarcazioni .

Sara’ l’ italianita’ , nostra caratteristica , che ci porta a visitare il luogo dove la cara moglie produrra’ i famosi manicaretti di casa , o forse qualche altro motivo , ma le discussioni piu’ accese sulla scelta di una barca , ed i dubbi maggiori , li ho visti quando si parla di cucine .

Nel nostro Spirit of Chemainus , siamo arrivati al punto cruciale , anche noi .

La cucina .

Ecco qui sopra l’ oggetto imbastito ed in construzione.

Le dimensioni sono state ridotte a 1.60 di lunghezza , per contenere gli ingombri , visto che la saletta ha gia’ un notevole tavolo da pranzo e alcune brandine .

Io mi sono opposto all’ uso del gas a bordo . E’ il mio punto da una vita . Avendoci generatore e fornelli a induzione , non voglio il gas , con tubi che girano per metri e metri e si perdono nelle sentine e che possono rilasciare pericolosissimi gas che si accumulano nelle parti basse dello scafo , essendo piu’ pesanti dell’ aria . Troppo alto il rischio, secondo me .

Detto questo , abbiamo comunque discusso a lungo di piani cottura , di trituratori di spazzatura , lavapiatti , e tipi di lavello . Gli spazi ridotti , da un lato limitano le possibilita’ , e dall’ altro invece stimolano la fantasia nel trovare nuove soluzioni .

Per il piano , lo vedrete , ci siamo rivolti a Leroy Merlin che offre una scelta colossale . Si e’ scelto un materiale simil legno , molto resistente all’ abrasione e, secondo me , carino . Certo che un massello di legno poteva essere piu’ in stile , ma secondo me sarebbe stato un ostentare una classicita’ a scapito della praticita’ .

E’ stata una scelta frutto di un compromesso , come tutte , del resto .

Costruirsi una cucina a bordo , non e’ obbiettivamente difficile . Basta comprare i bussolotti prefabbricati e i mille adattamenti possibili , e con un po’ di buona volonta’ si mettono insieme i pezzi e si realizza la cucina .

Nel caso dello Spirit , gli scarichi sono sotto la linea di galleggiamento , per cui occorre un sistema di pompe per eliminare le acque del lavello .

Per la cappa aspirante , ho scelto un modello interessante, che prevede un primo filtraggio con il panno apposito , e successiva eliminazione dei fumi residui . Questi verranno convogliati attraverso una manica a vento , sulla tuga di prua , sperando non siano tanto grassi da sporcare tutto ….lo vedremo .

Certo che siamo lontani dalle cucine lussuose dei grossi yacht , con spazi e soluzioni avveniristiche e un aspetto immacolato .

A me pero’ interessava qualcosa di pratico e da usare tutti i giorni , se avremo 20 persone a bordo per lunghi periodi , la cucina non deve essere solo bella ma soprattutto molto pratica .

Si e’ scelto di dipingerla color noce , in contrasto con il mogano del resto dell’ interno .

Domani fotografo il tutto e vedremo cosa ne pensate .

Saluti a tutti da una La Spezia ancora bollente del sole di agosto.