Efficienza di Mercato ed Equità

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Efficienza di Mercato

Ecco , come un concetto che pare cosi’ complesso , si puo’ definire in modo rapido ma preciso .

Vediamo cos’e’ l’ Efficienza del mercato :

$ Il benessere sociale è misurato dalla somma del surplus del consumatore e del produttore, cioè dal surplus totale.

– il surplus , o rendita , e’ la differenza tra quanto il consumatore sarebbe disposto a pagare , e quanto realmente paga . Cioe’ , se un bene costa 30 ed il consumatore sarebbe disposto a pagarlo 50, vi e’ un surplus di 20 – . Uguale concetto per il produttore .

$ Il mercato raggiunge la situazione ottimale o efficiente quando le risorse sono allocate in modo da massimizzare il surplus totale.

$ L’equilibrio del mercato in concorrenza perfetta determina il massimo surplus totale, cioè un’allocazione socialmente ottimale.

$ La mano invisibile del mercato e’ il metodo con cui il mercato raggiunge l’ equilibrio e l’efficienza . E’ stato individuato da Adam Smith nel 1776 ….

«Every individual endeavours to employ his capital so that its product may be of greatest value. He generally neither intends to promote the public interest, nor knows how much he is promoting it. He intends only his own security, only his own gain. And he is in this led by an invisible hand to promote an end which was not part of his intention. By pursuing his own interest he frequently promotes that of society more efficiently than when he really intends to promote it» [Smith, A., 1776, An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations].

Ora , per raggiungere l ‘efficienza di mercato , occorrono alcune condizioni , e l’ economista Pareto ci spiega che occorre un ‘informazione perfetta , la concorrenza tra molti fornitori dello stesso prodotto ed altre limitazioni . Ecco anche il motivo per cui esiste un anti trust , per obbligare i produttori a non fare un prezzo unico …il cartello del prezzo, che rovina la concorrenza per cui l ‘economia non puo’ raggiungere l ‘efficienza di Pareto .

“Efficienza paretiana: una situazione per cui, comunque ci si sposti da essa, non è possibile migliorare la soddisfazione di qualcuno senza peggiorare la soddisfazione di almeno un altro membro della collettività”

Al punto di equilibrio, domanda ed offerta si equivalgono e si stabilisce un prezzo di mercato , che porta all’ efficienza massima prevista da Pareto , dove non sia possibile migliorare la soddisfazione di 1 persona , senza peggiorare quella di nessun altro .

Dovremmo a questo punto aver intuito che ogni interferenza nel meccanismo di mercato, risulta in una allocazione delle risorse peggiore da quella di Pareto e quindi non ottimale.

L’efficienza ottimale e’ il modo migliore per massimizzare il PIL di un Paese .

Siamo pero’ tutti in genere disposti a sacrificare un po’ di efficienza , e di PIL .

Vediamo perche’ .

Immaginiamo una societa’ composta da soli 5 individui.

Immaginiamo che i primi 4 posseggano un patrimonio o un potere d’acquisto , un reddito , come vogliamo ,valutabile in 2 unita’.

Il quinto ed ultimo individuo, il Berlusconi della situazione , possiede invece risorse valutabili in 32 unita’ .

Paolo : 2 unita’
Piero : 2 unita’
Giovanni : 2 unita’
Giacomo : 2 unita’

Silvio : 32 unita’

Totale del PIL : 40 unita’

PIL pro capite : 8 unita’

Mediamente ogni individuo possiede ben 8 unita’ ma nella pratica le risorse sono sbilanciate verso una persona sola .

Immaginiamo che la soglia di poverta’ sia fissata a 4 unita’ per individuo.

Ora il Governo puo’ decidere di tassare l’individuo possidente e ridistribuire il suo reddito tra gli altri .

Diciamo che potrebbe tassarlo per 10 unita’ e ridistribuirle tra gli altri 4 , 2 unita’ a testa e 2 unita’ se ne vanno per le spese dello Stato .

Qui si sta parlando di EQUITA’

Ora ogni individuo ha un reddito di 4 unita’ e il ricco della societa’ ha ancora a disposizione ben 22 unita’ .

Questo sarebbe un compromesso ideale ! Un compromesso tra equita’ ed efficienza . una societa’ ideale …

Paolo-Piero-Giovanni-Giacomo : 4 unita’
Silvio : 22 unita’

Spese dello Stato : 2 unita’

Pero’ le cose si complicano .

Paolo si ammala e deve andare all’ ospedale e non puo’ piu’ lavorare e produrre le sue 2 unita’ , e gli rimangono solo le 2 unita’ che arrivano dalla ridistribuzione fiscale .

Lo Stato deve aumentare le Tasse a Silvio per sostenere Paolo all’ospedale .

Aumentano i costi dello Stato e le tasse .

Poi Piero va in pensione e non produce piu’ le sue 2 unita’ .

Occorre tassare ancora Silvio .

Poi Giovanni ha un bimbo e deve essere aiutato perche’ con 4 unita’ non ce la fa piu’ . Occorre tassare ancora Silvio e anche i costi dello Stato aumentano .

Qualcosa non sta piu’ funzionando ..

Le cose non sono cosi’ semplici ….

Se lo Stato comincia a tassare troppo, l’ individuo che chiamiamo Silvio si trova ad avere lo stesso reddito degli altri 4 individui della Societa’ . Potrebbe risentirsi ed andarsene in Romania dove le tasse sono piu’ basse .

Potrebbe smettere di lavorare e vendere l’azienda che gli permetteva di produrre tutte quelle ricchezze.

In questo caso il tentativo di ridistribuire il reddito per aumentare l ‘equita’ del sistema economico, e’ fallito e ci si ritrova con una societa’ che non e’ Ne’ Efficiente , Ne’ Equa .

Chiunque capisce che il caso dell ‘ Italia e’ precisamente questo .

continua….

Corso di Finanza Aziendale – Prof. M. Mustilli.