Il caso Whirlpool

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Il caso Whirlpool

Non si puo’ parlare di economia o di settimana e di eventi , senza parlare del caso Whirlpool, Embraco .

Quasi 500 licenziamenti , non sono uno scherzo . Sono 500 tragedie .

Il cuore e’ vicino a cosi’ tante famiglie che si trovano da un giorno all’ altro , a dover risolvere una serie di problemi di sopravvivenza , cosi’ gravi e importanti .

In questa nota , non parlero’ di cortei , o di governo ladro , o di multinazionali assassine . Molti lo stanno gia’ facendo e non potrei aggiungere nulla di piu’ .

Chi mi conosce sa bene che ho due cardini fissi nei miei discorsi su questo tema :

A. l’ incredibile sviluppo della tecnologia , che erode sistematicamente i posti di lavoro , e cancella intere categorie di lavoratori

B. Questa Europa cosi’ particolare , dove 27 paesi cosi’ diversi sono uniti al punto da permettere la libera circolazione di merci e uomini .

Chissa’ quanto grande deve essere il legame per la propria terra , per continuare a operare con la propria azienda dove le tasse sono del 24.5 % l IRES e del 3.5% l IRAP , mentre in Romania si paga una flat tax all’ 1% del fatturato o al 5% dell utile . Mentre in Polonia di paga una flat tax al 19% dell ‘ utile ….

Se l’ azienda viene venduta ad un investitore straniero , non possiamo pretendere che ci sia un attaccamento alla terra italica , tale da continuare a lavorare in condizioni fiscali cosi’ svantaggiose .

E’ come se un marito continuasse a convivere con una moglie brutta e antipatica . Ma insomma….hanno avuto i figli insieme , e la cosa ha un senso .

Se pero’ dovesse scegliere , tra una giovane e simpatica , e una brutta e vecchia , entrambe appena conosciute, non ci dovremmo sorprendere della scelta .

E neppure pensare di obbligare l’investitore e la multinazionale a rimanere in Italia a condizioni svantaggiose .

Il baricentro della produzione industriale si sta spostando verso l’ Europa dell est . E sotto gli occhi di tutti e preoccupa Germania Francia e tutti i big dell’ Europa.

Romania Bulgaria Rep. Ceca , Slovacchia , Slovenia , Polonia, Ungheria . Presentano una lunga serie di vantaggi che non possono essere trascurati , sperando che un buon piatto di penne alla bolognese , faccia la differenza e trattenga l’ investitore in Italia .

Il processo in atto , e’, purtroppo , del tutto inevitabile e naturale . Seppur doloroso , come detto all’inizio . Non dimentichiamo che dietro ai numeri ,ci sono le persone che soffrono .

Ora, il Ministro dell Industria si e’ adombrato con l’ investitore straniero . Giusto .

Cerca di ostacolarlo . Giusto .

Ma come potrebbe invece procedere un imprenditore ,in un caos come quello Whirlpool Embraco ?

Secondo me , siamo nel caso tipico che richiede la spaccatura dell’ azienda principale in molte good companies e una bad company .

Se il Ministero , creasse un Istituto per la Riconversione Industriale , e spezzettasse la produzione Embraco in tante piccole aziende …

Se si pianificasse l’ operazione per tempo, senza sperare che l ‘investitore straniero si facesse carico dell’ azienda bollita a vita , ignorando che in Slovacchia si produce a meno …

Forse allora si potrebbero trovare i fondi , che tanto ora devono saltare fuori , per i 500 cassaintegrati , per creare una serie di aziendine e assegnarle a manager che ne facciano richiesta o ad una serie di cooperative interne , che potrebbero godere di una serie di agevolazioni fiscali e crediti agevolati .

Vediamo cosa intendo , nello specifico .

Dal mostro Whirlpool , ormai fuori mercato nel produrre in Italia , tiriamo fuori un prodotto di nicchia .

Un esempio ?

Un mini’whirlpool . Una lavatrice tecnologica , modernissima , tutta in acciaio , per yacht e superyacht . Piccola e studiata su misura per Azimut o Ferretti , che possono essere i partner tecnici .

Un marchio nuovo . Un manager a cui piaccia il progetto e disposto a rilevare , diciamo , 30 operai . Lavatrici , essiccatrici e lavapiatti per gli yacht . Con supporto governativo , su progetto approvato da un Nuovo Istituto di Riconversione Industriale . Con fondi , che tanto sarebbero stati spesi lo stesso ….

Moltiplichiamo questo procedimento per un numero di volte , e vediamo che il numero di licenziati , verrebbe recuperato in queste nuove start up , con partecipazione governativa , e ad una serie di Cooperative , ad esenzioni fiscali o per lo meno ad agevolazioni fiscali .

Cosa succederebbe ,se si fosse operato in questo modo , per tempo , gia’ che tutti sapevano da lungo tempo, che l’ azienda scricchiolava ?

Si presenterebbe ai signori investitori stranieri , un quadro assai diverso !

Volete andarvene ? Ottimo . Arrivederci .

Il governo rileva i capannoni . Partono 20 start up e due cooperative . Diventano una concorrenza , tecnica , facile da gestire , con costi minori e crediti freschi .

Signori della Whirlpool pensateci bene . Anzi benissimo ….

I clienti potrebbero rapidamente venirlo a sapere . Potrebbero cambiare marchio le grosse distribuzioni , anche loro in cambio di qualche tipo di remunerazione o vantaggio fiscale …..

Le multinazionali non si sono fatte conquistare dai vini piemontesi e neppure dai ravioli e dai gianduiotti . Chissa’ se con questa nuova metodologia possano vedere l’operazione di smantellamento , con occhi diversi ?

Ne riparleremo con altri esempi .

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