Il Km Zero e i suoi limiti

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Il Km Zero , i suoi limiti ed un modo per superarli

E’ piombato tra di noi senza preavvisi . Ed e’ stata subito moda e mania .

Il Kilometro Zero e’ ormai parte delle nostre vite e del nostro modo di pensare.

Al ristorante il cameriere si vanta , ” si tratta di un bovino locale” , quando descrive le bistecche del menu’ . ( magari saranno pure dure , ma nessuno avra’ il coraggio di opinare , di fronte all’ autorita’ del Km Zero) .

Fino a pochi anni fa , la moda era invece il contrario . ” ho del mango di Israele ” ” ho del filetto americano dell’ Oregon che andrebbe bene con un Burgundy della California ” ….ma siamo in Versilia!!

Ormai sono nati i ristoranti a Km Zero , e le indicazioni sulla provenienza sono praticamente un obbligo

E’ un fenomeno nuovo e molto interessante . Ha fatto presa nell’ immaginario collettivo ed e’ diventato sinonimo di ecologia, di qualita’ e di ecosostenibilita’ .

Ovviamente se abitiamo in Val d’ Aosta , non possiamo aspettarci di trovare il mango a Km Zero . Ma, a ben pensarci, la filosofia del Km Zero presenta una lunga serie di pesanti limitazioni .

Come possiamo provare a transare, derogando al Km Zero, ed alla provenienza locale dei prodotti , senza pero’ impattare sull’ ecosistema ?

Beh . Io ritengo che vi sia un mercato nuovo ed interessantissimo . Credo che esploderà presto e che investirci sia garanzia di successo e utili importanti .

Il trasporto senza impatto ambientale .

La via per mangiare   ‘ come se fosse’   a km zero .

Il cacao , il caffe’ , il tabacco , non possono essere prodotti in Lombardia . Pero’ in effetti possono essere trasportati da piccole- medie navi a vela .

( Mille e mille altri prodotti … cacao caffe’ tabacco sono solo un esempio).

Si possono realizzare imbarcazioni senza impatto ambientale . Possono essere destinate al cargo , e produrre la poca energia richiesta dal funzionamento dei sistemi di bordo , con le rinnovabili .

Un equipaggio ridotto , che possa occuparsi della gestione della nave e del carico . Una decina di ragazzi, per un costo di gestione del tutto abbordabile .

Io credo che il mondo sia pronto al ritorno delle navi a vela . Capaci di portare importanti carichi dal Sud America all’ Europa , senza impatto ambientale e senza vanificare le politiche del Km Zero .

Chi sapra’ investire ora , su questi progetti innovativi , sara’ un passo avanti nel futuro e diverrà il punto di riferimento di questi trasporti della nuova era .

Una start up coraggiosa potrebbe provare a finanziarsi, direttamente dai grandi produttori che sono al momento sotto attacco da parte delle politiche del Km Zero , e che potrebbero vedere come un’ancora di salvezza , un trasporto senza impatto ambientale .