Il motore sulla spiaggia

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Il motore sulla spiaggia

Doveva essere il 2002 , ma non riesco a ricordarmi con precisione .

Mi ricordo che ero euforico per aver venduto una barca e per la prima volta in vita mia , avevo del denaro in tasca . Dopo aver dato l’ acconto per la casa , e comprato un furgone nuovo , mi doveva avanzare ancora qualcosa , evidentemente.

Al’ epoca , per me , tenere del denaro in tasca , era una pazzia che non avrei mai commesso . Non ricordo i particolari , la cifra o altro . Doveva trattarsi di pochissimo comunque .

Non so come , ma in un cantiere thailandese di pescherecci , addocchiai uno di questi semi ruderi , di chissa’ quanti anni , che mi sembrava meglio degli altri o aveva una linea simpatica …chissa’ …dovessi dire perche’ feci la pazzia di comprarlo , non potrei trovare la ragione .

Insomma . In Thailandia non ci si deve soffermare a guardare qualcosa piu’ a lungo di qualche istante . Se per caso e’ una ragazza , il rischio e’ che a guardarla a lungo , divenga la moglie senza che uno si renda conto dell’ accaduto .

Nel caso della barca, la guardai a lungo . Purtroppo .

Usci’ tutto gentile un signore . Poi un altro . Poi mezzo villaggio .

Ve la faccio breve …divenni il proprietario entro la stessa sera . Gentilmente mi accompagnarono persino al bancomat . Sospetto fosse per paura che scappassi a gambe levate !

Ad ogni modo , ero ormai il proprietario di questi pochi metri di imbarcazione da pesca di legno ,di eta’ indefinibile e di costruzione assai incerta .

Sognavo di solcare i mari del Golfo del Siam e forse piu’ in la . Tornando a casa con quintali di pesce fresco , aragoste e tutto il ben di Dio , che in effetti quei mari non possiedono piu’ …infatti addirittura importano il pesce dall’estero . Ma questa e’ un’altra storia .

Preso dal lavoro , per qualche mese non ebbi tempo di uscire a pesca . A dire il vero mi era venuto il dubbio che la barchetta da pesca non fosse molto adeguata .

Non ho le foto della barchetta . Pero’ era simile a questa . Sono tutte uguali a dire il vero .


Insomma , arrivo’ un momento in cui non fu piu’ possibile procrastinare ed allora , con un amico fedele , partimmo per la battuta di pesca , armati di canne e mulinelli . Tutto nuovo con ancora le etichette con i prezzi .

Ovviamente non si pescava nulla . Ci dirigemmo verso l’ isola di Koh Pangnan . All’epoca era poco abitata e pochissimo turistica .Ora pare sia diventata una specie di Rimini dell’ Asia .

La barchetta non era poi cosi’ male , anche se dopo circa mezza giornata di navigazione , avevo cominciato a sentire delle vibrazioni che un po’ preoccupavano .

Nei pressi dell’ isola , il motore inizio’ borbottare e a fumare . Non poteva essere il filtro , non poteva essere il gasolio che era abbondante . Non poteva essere acqua ne gasolio perche’ avevamo un filtro separatore che era nuovo .

Alla fine si spense .

Eravamo per fortuna a poche centinaia di metri dalla spiaggia e riuscimmo a farci aiutare da un altro pescatore che ci rimorchio’ e abbandono’ , appunto , sulla spiaggia .

Decisi di aprire il cassone che permetteva l’ accesso a quella che definire ‘sala macchine’ mi pare veramente esagerato .

Il motore era mezzo arrugginito e palesemente aveva tirato le cuoia !

Non obbligatemi a ricordare qui , le parole dette in abbondanza e con dovizia di particolari , e irripetibili !

Insomma si tiro’ la barca sulla spiaggia con un argano e si lascio’ li .

il motore come previsto e costruito dalla ISUZU.

Era un motore da camioncino che era stato adattato all’ uso su una barca .

il gioiello ….eccolo qui .

Ritornai a casa in autobus .

Dopo alcune settimane , mi ero procurato un kit per riparare il motore con pistoni , camicie e guarnizioni .

Mi portai due borse piene di attrezzi e l’ amico fidato .

Prima cosa ci facemmo aiutare a tirare fuori il motore dalla barca e lo posammo su un bel telone , direttamente in spiaggia !

Non vi erano all’epoca meccanici o officine sull’ isola .

ecco piu’ o meno il kit che avevo procurato .


Era tutto abbastanza semplice . Sempre che non entrasse la sabbia nel motore , durante la riparazione .

Il problema che emerse fu la sostituzione delle camicie dei cilindri !
Queste camicie di solito vengono montate a pressione . Il motore viene posizionato dentro una pressa e si utilizza un pezzo apposta per spingere la camicia nella sua sede ! a volte la sede viene un po’ ‘alesata’ per facilitare l’ entrata della nuova camicia .

ovviamente sulla spiaggia , non si sapeva come fare !!

Si provo’ un po’ di tutto , fino ad arrivare ad alzare la barca con un crick , metterci il motore sotto , su due tavole di legno , e usare il peso della barca per spingere dentro la camicia . Niente da fare !!

Ero un po’ disperato . Stavo per prendere i miei attrezzi ed andarmene , quando si avvicino’ un vecchietto .

Era un thailandese di eta’ indefinibile , ma di certo molto anziano . Sdentato , con una sigaretta artigianale in bocca , era li’ che ci osservava da ore .

Dovevamo essere uno spettacolo raro, da quelle parti .

Insomma , biascico’ qualcosa di incomprensibile. Io all’epoca parlavo ancora male il thailandese per cui proprio non riuscii’ a capire .

mi parve che parlasse di gelati .

Dopo un attimo passo’ vicino alla spiaggia un motorino della Wall’s che vendeva i gelati. Era un piccolo sidecar rosso , con un tettuccio e la pubblicita’ dei gelati .

Il vecchio fece segno al motorino . io , equivocai pensando che volesse che gli comprassi un gelato ….che figura .

Insomma il vecchio dovette aver capito che non parlavamo la lingua e decise di scendere in campo in prima persona .

Ci misi un po’ a capire cosa stesse succedendo .

Il baracchino dei gelati , li teneva freddi utilizzando una ghiacciaia e del ghiaccio secco .

Il vecchio apri’ il contenitore del ghiaccio e con un paio di guanti , ( il ghiaccio secco non si puo’ toccare con le mani ) prese un paio di buste .

Venne faticosamente verso di noi ed il nostro motore . Mise le buste dentro le camicie .

Passarono 15 minuti circa . Ogni tanto dava un’occhiata . Una volta o due gli cadde la cenere della sigaretta dentro il motore . La cosa mi sembro’ trascurabile ,data la situazione .

Alla fine ,prese la camicia con il guanto e la mise dentro il cilindro , spingendola con una mano sola ! era fatta !!

Il ghiaccio secco del gelataio aveva fatto restringere la camicia , con la sua temperatura che mi pare essere -78 gradi .

Il ghiaccio secco e’ anidride carbonica allo stato solido .

Il vecchio se ne ando’ borbottando , lasciandomi felice e in imbarazzo per aver pensato male .

Rimontammo il tutto . Ci prendemmo un po’ di gelati per riaverci dalla fatica … si riporto’ il tutto a Pattaya , dove un anno dopo riuscii a vendere la barca …liberandomi .