Il trasporto de La Luna Nuova

0
582
views

Il trasporto de ‘La Luna Nuova’

In un post precedente avevo raccontato la storia di un trasporto pazzesco , in mezzo al traffico di un sabato pomeriggio .Ma in effetti , di trasporti incredibili , ne abbiamo avuti parecchi .

Uno che passo’ alla storia , fu il trasporto de ‘La Luna Nuova‘ , la cui costruzione fu oggetto di un post di qualche tempo fa .

Si parla di una navetta sui 20 metri e circa 23 tonnellate .

Al momento del contratto di costruzione , ero molto dubbioso perche’ sarei stato obbligato a costruire in un cantiere a circa 2 km dal porto turistico . Pero’ …ed e’ un pero’ importante , vi era un problema irrisolvibile :

La navetta era troppo alta e non sarebbe passata sotto i cavi elettrici della ferrovia .

Decisi di procedere con la costruzione , sperando e contando in una soluzione, quando sarebbe arrivato il momento della messa in mare .

Come visto nel post dedicato a quella costruzione , si arrivo’ al momento fatidico .

Ecco la barca , pronta e che sta uscendo dal cantiere .

Non potendo assolutamente passare sotto i fili elettrici della ferrovia , e non essendo stato possibile trovare un accordo con l’ amministrazione delle Ferrovie dello Stato Thailandese , non rimaneva che una seconda , opzione .

Attraversare il villaggio a monte del cantiere , raggiungere la statale e arrivare alla Base Navale Militare e mettere quindi in mare da li .

Si parlava di 15 km . Una bazzecola . 

Pero’ c’era da attraversare un villaggio di casette , e l’immagine qui sotto da l’idea di cosa successe 

Ogni circa 200 metri c’era da alzare dei cavi , smontare dei pali elettrici , in un trasporto da incubo .

Duro’ circa 40 ore .


I ragazzi del cantiere ed i trasportatori furono grandissimi . e senza di loro , nulla sarebbe stato fatto .

Ad un certo momento , vi era una strettoia tra due case . Io ero sul tetto della barca , e mi seri subito conto che non si sarebbe passati per via di un balconcino sporgente ! 

Arrivammo fino quasi a toccare il balcone . Vi era tutto il villaggio per la strada a godersi lo spettacolo .

Usci’ una vecchietta . Presi il coraggio a due mani e dopo i saluti formali con il Wai thailandese , che e’ il saluto a mani giunte all’ altezza del capo , le rivolsi la parola , chiedendo se per caso voleva vendermi il balcone ! 

La fortuna , che sempre mi ha assistito nella mia vita , era dalla mia . La signora era possibilista . 

Segui’ una negoziazione molto rapida . Mi impegnai a ricostruire e ripristinare e esborsai seduta stante , la somma di 200 euro ( in valuta locale ) a titolo di compensazione per il disagio . 

L’esborso avvenne con me dal tetto della barca e la signora sul suo balcone , che viveva gli ultimi attimi della sua vita , siccome eravamo allo stesso livello di altezza .

Dopo pochi attimi i miei ragazzi con le mazze , demolirono il balcone e la carovana prosegui’ …..

Dopo altri kilometri , dopo altri fili elettrici , dopo ingorghi e problemi , arrivammo al mare ……

Mi venne in mente Senofonte, dei miei studi giovanili..

Il quinto giorno giunsero su un monte che prende il nome di Teche. Non appena i primi giunsero sul monte e videro il mare ci fu un grande grido

Thalassa Thalassa !!!   ( mare mare !!!)

E cosi’ , anche noi , vedemmo il mare e consegnammo la ‘Luna Nuova’