Io, Immigrato

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Io, Immigrato

Pure io sono stato un immigrato, in Italia e ho probabilmente , rubato il lavoro a qualcuno .

Nel 1997 , ero appena tornato da 4 anni in Repubblica Dominicana . Grazie ad una cara amica di famiglia , ora mancata , trovai un posto di lavoro a cui tenevo moltissimo.

Era un posto come carpentiere navale , e montatore , in un cantiere navale a Gassino Torinese .

Si costruivano alcune barche tipo off-shore , trasmissioni per eliche di superficie , e si completavano alcuni scafi del fallimento della Cigala Bertinetti .

Si chiamava Victory and Stein . Aveva cambiato molti nomi, per via dei numerosi cambi societari.

Io mi ero adattato a vivere con mio papa’ a Novara, in condizioni precarie . Dormivo su una poltrona-letto .

Non possedevo un’auto ma solo una moto .

Per cui mi facevo una bella ora di moto per arrivare a Gassino, da Novara , sotto pioggia neve o gelo . Con i giornali dentro la tuta antipioggia , con la noncuranza del trentenne .

Il lavoro mi sarebbe piaciuto . Ero un grande appassionato di barche e il cantiere mi faceva fare tutto quello che volevo .

Mi avevano mandato a fare delle riparazioni nei porti e poi, alla fine , mi avevano offerto uno stipendio per lavorare in sede .

Era una piccola azienda . Mi ricordo -sono passati piu’ di 20 anni- , che vi era una segretaria tuttofare ,un meccanico , un elettricista ,un montatore -pitturatore , e un saldatore .forse un’altra persona che non ricordo piu’ .

Era un team piccolo ,molto unito , di amici che si frequentavano anche nel dopolavoro .

Il mio arrivo fu un fulmine a ciel sereno .

Io venivo da Genova . Per loro ero una minaccia . Minacciavo lo status quo .

Forse qualcosa stava cambiando . Cosi’ pensavano .

Ogni cambiamento poteva solo essere in peggio .

Mi isolarono completamente .

Durante le ore di lavoro, la cosa non mi pesava . Fischiettavo e lavoravo , tutto contento .

Ma all’ ora di pranzo , scoprii subito che andavano nell’unica trattoria vicino al cantiere . Li seguii con la moto, visto che non mi avevano detto dove era il pranzo.

Era una tipica trattoria piena di lavoratori delle aziende della zona . Tutti i giorni le stesse facce , le stesse persone , sedute nello stesso tavolo .

Chiunque abbia vissuto esperienze del genere , sa di cosa parlo . Credo sia una consuetudine .

Il primo giorno , all’ entrata , vidi subito che ‘loro’ occupavano un tavolo quasi per completo . Per un attimo ebbi modo di avvicinarmi e chiedere se mi potessi sedere .

Ma io non sono fatto cosi’ . Nessuno mi disse nulla e io mi sedetti da solo ad un tavolo vuoto .

Si era creata una nuova consuetudine . Il forestiero era stato isolato , messo in sicurezza , per usare un termine di moda ora .

Il tempo trascorreva e la situazione non si sbloccava . Nessuno mi rivolgeva la parola , e io facevo il mio lavoro , sempre fischiettando , tutto contento . 

Mangiavo da solo , e loro al tavolo tutti insieme . 

Chissa’ se ne parlavano , chissa’ se pensavano che la situazione sarebbe rimasta cosi’ in eterno ….non lo so . 

Dopo vari mesi , arrivammo sotto Natale . Mancavano 3 giorni .

Chiesi la Ford di mio papa’ prestata un giorno . Gli dissi che dovevo portare del carico pesante .

Ritirai il mio stipendio , tutto . Mi recai al Continente di Vercelli a comprare i regali di Natale.

Alla segretaria presi un profumo di gran marca . Spumante e panettone . 

Al meccanico una camicia con cravatta ,di ottima marca , spumante e panettone . 

E cosi’ via , a tutti . 

Impacchettai il tutto . Era partito quasi uno stipendio . Me ne fregai . 

Ricordo quel pranzo come fosse successo ieri . Cerco di descriverlo , come posso .

Entrai con le 4 borse con i regali . Erano tutti seduti al solito tavolo , nei soliti posti ..le solite persone . 6 , se mi ricordo bene .

Mi sono avvicinato , con un ehm ehm …”scusate” .

Silenzio di tomba , imbarazzo evidente di tutto il gruppo . Alcuni non mi guardavano . Era la prima volta che mi avvicinavo al “gruppo”. Dentro di me scoppiavo dalla contentezza per il mio gesto che stavo per realizzare .

” cari colleghi , io capisco che deve essere difficile vedere arrivare un forestiero . Pensare che puo’ portare via il lavoro, che puo’ portare degli sconvolgimenti in azienda. Io non ho alcuna di queste intenzioni . Solo mi piacciono le barche e vorrei imparare piu’ che posso , su come sono costruite . Dopo me ne andro’ “ 

” vorrei ringraziarvi e augurarvi Buon Natale . Ho qui qualche pensierino”. 

In un silenzio da camposanto , feci il giro del tavolo , consegnando a ognuno il suo regalo impacchettato con il nome,  con lo spumante e il panettone . Con l’ augurio di  Buon Natale, uno per uno .

Dopo di che , tutto gentile , mi allontanai e mi sedetti al mio solito tavolo . Studiando il menu’ che era peraltro lo stesso da tanti mesi e conoscevo a memoria .

Dal tavolo “principale” non si sentiva volare una mosca .

Dopo un paio di minuti di silenzio , la segretaria si alzo’ . Dimostrando che le donne hanno una marcia in piu’ , come si sa – ma questa e’ un’altra storia- .

Prese piatto , posate e bicchiere e si venne a sedere con me .

Dopo 30 secondi il meccanico ( che era innamorato di lei , e lo si vedeva a un chilometro) , prese il piatto e si venne a sedere al mio tavolo , a fianco della segretaria.

Dopo pochi secondi , uno o due alla volta , vennero tutti .

Un nuovo set up era stato raggiunto . Un punto di equilibrio , tra vecchio e nuovo .  Non sarebbe cambiato piu’.

Avevano bisogno di un capo . L’avevano trovato .

Io avevo trattato con la direzione il mio stipendio e mi ero rifiutato di cambiarmi e lavorare , un giorno che c’era stato un ritardo di pagamento . Loro lo avevano saputo . 

Nel giro di pochi giorni , presero a chiedermi di trattare con la direzione per i loro problemi sul lavoro . Mi prestai volentieri . La Direzione preferiva parlare con me , del resto.

Si avvicinava la fine anno . I colleghi -ormai erano amici- mi dissero se lavoravo il 31 mezza giornata . Mah …non avendo nulla da fare a casa , dissi di si .

Era il capodanno 1997-1998 . 

Arrivai alla trattoria del Joker , cosi’ si chiamava , dopo una mattina di lavoro . 

Mi aspettava una bella sorpresa . Un pranzo organizzato dai colleghi . Con frutti di mare , vino e pesce a volonta’ .

Una bellissima sorpresa . Ragazzi meravigliosi .

A febbraio 1998 me ne andai in Thailandia per 2 mesi . A maggio in modo definitivo . 

Alcuni di loro mi continuarono a chiamare per anni , per Natale , per gli auguri .

La paura della diversita’ e’ il nemico che dobbiamo combattere e sconfiggere . Le persone che sembrano le piu’ pericolose , sono quelle che invece possono dare tanto.