L’incidente

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L’incidente

Nel 2007 , ricordo, avevamo costruito un piccolo catamarano di 34 piedi ( circa 11 metri ), per un cliente singaporegno di origine cinese .

La barca era stata costruita in Pattaya , in Thailandia , e c’era il problema di consegnarlo .

Al momento della firma del contratto di costruzione ,il sottoscritto aveva ceduto , malauguratamente , alle insistenze del cliente , e aveva sottoscritto la consegna a Singapore , compresa nel prezzo .

La distanza era di 900 miglia …la barca aveva una sua velocita’ di circa 7 nodi , per cui , ci voleva una settimana di navigazione per arrivare a destinazione .

Il cliente , persona simpaticissima e travolgente , aveva lungamente insistito per essere a bordo , in compagnia del comandante che avevamo incaricato della consegna .

Ecco la barca :

Durante il viaggio , avvenne il fatto paventato e purtroppo non evitato : il cliente cadendo dal flying bridge , si ruppe un braccio …

Riuscimmo a farlo arrivare a terra , con mezzi di fortuna , e a rimpatriarlo in aereo …lo ritrovammo sorridente , entusiasta e divertente come al solito ,sulla banchina a Sentosa Marina , dove la barca ancora e’ ormeggiata .

Detto questo , non ho intenzione di iniziare un lungo e dettagliato trattato sugli incidenti e sul pronto intervento a bordo …e’ un tema complesso e va diviso in molti piccoli post .

Mio papa’ e’ stato un chirurgo ortopedico e mi ha dato alcune indicazioni , a cui mi sono da sempre attenuto , nei rari casi di incidente .

1. non sottovalutare nessuna frattura , anche se non visibile o evidente . Chiamare sempre e riportare l’avvenuto incidente . Anche se in navigazione , dirigersi sempre al porto piu’ vicino . Le cose infatti , la condizione dell’ infortunato , puo’ peggiorare in modo imprevedibile .

2. MAI tentare di ridurre una frattura .

Lo so che molti non saranno d’accordo . Pero’ mi permetto di insistere . I danni possono essere notevoli e le possibilita’ di ridurre una frattura di un omero , di un femore , o anche di un polso , senza persone ad aiutare ed anestetico , sono bassissime . Lo sforzo e’ enorme ed il dolore per l’infortunato e’ insopportabile .

Esiste un bellissimo strumento , che costa pochi euro e permette a chiunque di immobilizzare la frattura . Sono buste gonfiabili , di 2 o 3 misure .

io ho comprato quelle della Air Splints , ma ce ne sono di altre marche . Costano una dozzina di euro l’ una .

In questo modo , spero di non avere bisogno di realizzare mai alcun bendaggio a bordo .

Una notte , mezzo addormentato , nei pressi di Barcellona , ebbi la brillante idea di andare a poppa a dare un’occhiata al chartplotter grande , sul timone

Avro’ fatto quel percorso di qualche metro , migliaia di volte . Quella volta , come in un film al rallentatore , riuscii a inciampare nel carrello della randa , e a finire di testa dentro il pozzetto del timone , battendo il petto contro le sedute del pozzetto . Un dolore alle costole pazzesco ….. mezzo istupidito dal male ,rimasi rannicchiato in fondo al pozzetto , tutto preoccupato di avere a bordo qualcosa per fasciare e una prima assistenza per fratture . Dopo mezz’ora il dolore passo’ .

Pero’ come prima cosa ,arrivato a Valencia andai a comprare quello che trovai per le emergenze .

Mi permetto di raccomandare questi sistemi gonfiabili , per evitare soluzioni con il classico cartone delle birre , che servono a poco e nulla

e speriamo che parlandone , si sia esorcizzato questo brutto problema !!!!

 

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