Storie di Cantiere

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Storie di Cantiere

Premessa : Questa e’ una storia che e’ molto bella per me . Anche ora , quando rileggo queste righe , cosi’ tanti anni dopo , mi emoziono e mi si forma un groppo in gola. Spero di riuscire a trasmettere le stesse , grandi , emozioni , che provo io . Le parole , a volte , non sono sufficienti , per descrivere questi grandi fatti , e occorre la fantasia e l’ immaginazione ..

Provate a immedesimarvi in una realta’ thailandese , di gente semplice , certamente ignorante , un po’ superstiziosa , e molto fatalista .

Buona lettura .

Nel 2001 , ero in Thailandia da 3 anni e avevo un piccolo cantiere sulla Thepprasit soi 15 , a Pattaya.

Avevo circa una dozzina di operai che lavoravano nel cantiere navale , provenienti tutti dallo stesso gruppo famigliare .

Vivevano in una serie di casette-baracche , autocostruite , sul retro del cantiere . Un mini villaggio ,di gente che li dormiva , mangiava , cresceva , aveva figli e si sposava . Io spesso ero coinvolto nella loro vita , e mi occupavo delle liti , e delle rappacificazioni . Spesso , piu’ di un datore di lavoro , ero una specie di entita’ a cui chiedere consiglio , con deferenza e timidamente .

All’ epoca , i clienti erano pochi e i lavori di piccole dimensioni .

Al piu’ , c’era un cliente danese, un certo Claus, che mi ordinava delle barchette in legno sui 9 metri e un po di riparazioni su barche del posto .

Gli operai erano tutti sposati e molti avevano figli
Si sposavano presto , uno con la sorella dell’ altro , al limite del rapporto tra consanguinei , ed io , da studioso , esaminavo sempre alcuni caratteri del viso, per vedere i segni nefasti di tali incroci tra consanguinei .

Probabilmente era molto difficile per loro entrare in rapporti con persone estranee al loro giro . E poi , provenendo da remote province del paese , parlavano dialetti diversi e forse non si sarebbero neppur capiti bene , con persone di altre regioni . Ad ogni modo , si era consolidata una specie di comunita’ , presso il cantiere , dove vivevano tutte quelle famiglie , e sviluppavano la loro vita e socialita’ .

Un giorno , ero tranquillo a casa mia , quando arrivo’ una rappresentanza degli operai davanti a casa , in missione per parlarmi .

Era nata una bambina , la figlia di un certo Dang .
Un ubriacone , pessimo lavoratore ,che litigava sempre con la moglie e che di tanto in tanto licenziavamo e poi tornava tra mille scuse e si doveva riassumere, per via della consanguineità’ con altri ,che altrimenti si sarebbero risentiti , generando una serie di auto licenziamenti a catena .

Ad ogni modo ,nel caso specifico , la moglie di Dang era andata all’ ospedale pubblico di Banglamung essendo arrivate le doglie e dovendo partorire , senza ovviamente fare prima una ecografia e chiaramente , senza aver fatto alcun controllo. Incredibile per l’ Italia. Normale in quei paesi.

La bimba aveva una brutta malformazione . Le mancava una parte della pelle del pancino e addirittura erano in vista degli intestini .

Era in terapia intensiva , in incubatrice, ma , cosi’ mi dissero , occorreva il mio aiuto .

Mi recai subito all’ ospedale e incontrai il dottore e l’ equipe .

Nonostante fosse un ospedale pubblico ,mi sembrarono abbastanza interessati al caso e preparati . Era gia’ tanto in quelle condizioni .

In pratica la bimba andava operata di urgenza ma non si poteva farlo li , perche’ mancava la tecnologia necessaria per l’ operazione . Occorrevano una serie di autotrapianti di pelle e altro , per salvarla .

Erano operazioni molto complesse e delicatissime, dove occorrevano molti soldi , essendo al di fuori del sistema sanitario e ovviamente la famiglia non aveva una assicurazione .

Il costo che mi fu preventivato era semplicemente proibitivo .

Circa 3 milioni di baht ( 75 mila euro)!

Cifra che per me all’ epoca , era del tutto fuori discussione , perche’ non ce l’ avevo e manco sapevo come fossero fatti .

Ero un piccolo imprenditore agli inizi , che vendeva barchette , guadagnandoci da vivere e che sperava di guadagnare qualcosa per comprarsi un terreno e costruirsi un piccolo capannone , pagandolo a rate …

Furono 2-3 giorni frenetici .

Si penso’ di spostare la bimba sul mio stato di famiglia , per usufruire della mia assicurazione .

Si corse all’ ampoer ( il distretto ) , dove arrivai a dichiarare la bimba come figlia naturale mia , nell’ indifferenza del padre e della madre . Una specie di jus primae noctis ,evidentemente accettabile …

Ovviamente non fu possibile e a pensarci adesso , mi viene da sorridere pensando alla mia ingenuita’ , nel ritenere le compagnie di assicurazione , cosi’ maldestre da farsi fregare in un modo cosi’ banale .

Si fecero’ quindi queste corse contro il tempo ma la situazione palesemente era impossibile da risolvere .

Si arrivo’ , dopo una serie di incontri e tentativi , dove si propose all’ ospedale una rateizzazione , chiaramente rifiutata , all’ ultimo incontro.

Il dottore ci disse che non poteva piu’ tenerla nell’ incubatrice e che occorreva spegnere la macchina e sostanzialmente ….era finita .

Ci avrebbero chiamato per organizzarci per il funerale ecc ecc.

Con il mio furgone recuperai i genitori e gli altri del cantiere e li riportai nelle loro baracche . e mi recai verso casa mia . Era tardi . Notte ormai .

Fui preso da una notevole malinconia . Mi commossi….

A casa la mia compagna mi aveva preparato la pasta , ma non avevo fame .

Rimasi a giocherellare con il computer fino a tarda notte . Girovagavo sui siti senza sapere cosa fare , con la testa fissa alla tragedia che avevo vissuto .

Mi ricordo vagamente che mandai anche un email con due foto della bimba e della cartella clinica che avevo scannerizzato qualche giorno prima , ad un paio di Fondazioni thailandesi , cosi’ , a tempo perso .

Non credo di aver mai sperato di trovare una soluzione , in quegli ultimi minuti di vita della bimba . Perche’ nella mia testa , la battaglia era persa , e non si poteva piu’ fare nulla . Si era tentato , e si aveva perso la battaglia .

L’ ospedale in thailandia ha regole sue , e sono imperscrutabili .

Per circa una settimana non si seppe nulla dall’ ospedale .

I genitori , che erano delle bestiole ( non ritengo questa che sia un’ offesa ,ma un dato di fatto , e li chiamo cosi’ a ragion veduta , per il loro comportamento durante tutta la vicenda . Dal concepimento , sino alla fine ) , ovviamente non si attivarono , con il loro caratteristico stile da perditempo – rilassati .

Ricevetti una chiamata io stesso , dall’ ospedale e , siccome parlavo male il thai , non capii bene .

Mi immaginavo di dover andare a ritirare il corpo , o qualcosa del genere , con gli incaricati del tempio per la cremazione , forse …

Andai con il mio capocantiere , in funzione di interprete ,all ‘ ospedale .

Il padre e la madre erano occupati con la laminazione della vetroresina di una delle barchette da 9 metri , e non sembro’ il caso di sospendere il lavoro per una cosa cosi’ piccola ………. qui per capire , occorre calarsi in quei paesi e nella loro testa …. lo so che non e’ semplice capirli !

Insomma arrivammo al Banglamung hospital ….attesa …dottore …attesa …la bimba era stata operata !!!

Cosi’…senza dire nulla . Senza una parola , senza una chiamata ….dissero che non vi era tempo e che stavano per staccare l’ incubatrice quando arrivo’ la chiamata che dava il via libera .

La Principessa della famiglia Reale aveva letto il mio appello e fatto la donazione .la bimba era salva .

Era stata portata in ambulanza nell’ ospedale privato di Pattaya e operata di urgenza durante la notte . Con gli ordini della Principessa , non si discute ne’ perde tempo …

Dopo alcune settimane fu dimessa .

E’ diventata una ragazzina alta e magra , come una cavallina . Molto scura di pelle . Si nota solo una macchia chiara sull’ addome , dove il chirurgo ha operato .

A volte l’ ho vista e l’ ho portata con la mia bimba per giocare in piscina , a casa mia .

Mi fa riflettere sul senso di questa nostra vita , e su come il nostro destino sia cosi’ misterioso .

Nessuno ha mai saputo cosa fosse successo . Nessuno ha mai chiesto .

I genitori la ricevettero cosi’ , senza domande .

Accettano le cose come sono , senza tante discussioni .