Il Teak del Taita

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il Taita

Il Teak del Taita

Povero Taita ….

Quando le nostre strade si incrociarono , nell’ estate 2016 , fu un giorno indimenticabile .

A Rapallo , in fondo ad un pontile , dove mi era stato indicato , trovai la barca ormeggiata .

Era in condizioni critiche e occorreva muoversi per sistemarla o i danni sarebbero stati troppi per chiunque .

Il teak , la coperta , in particolar modo , aveva sofferto . Non ero neppure sicuro si trattasse di una coperta di teak …era tutto nero !

Il prodotto che utilizzai , e’ molto conosciuto e usato da molti

Un buon prodotto , ma a dire il vero , con olio di gomito , spazzole , tanta acqua e sapone per i piatti un po’ diluito , il risultato e’ piu’ o meno lo stesso , ad un costo molto minore . Infatti non l’ho piu’ usato .

Alla fine dell’ opera , dopo infiniti lavaggi e piccole riparazioni , il risultato mi accontentava .

 

Per un certo periodo , rimasi in dubbio se trattare il teak con un olio ‘protettivo’ , o lasciare il tutto naturale .

Decisi di investire un’ altra volta in un prodotto di nome e oliare il tutto , con varie mani  .

Pensavo di aver investito bene i miei soldi ed il mio lavoro . Ma consideriamo che ci vanno un bel cento euro per il prodotto e una pazienza infinita per pulire bene la coperta e poi oliare con grande calma , pulendo oltretutto le colature che macchiano il gel coat ! Attenzione !

Fu grande la sorpresa quando ,dopo qualche centinaio di miglia di navigazione , quindi con la coperta sempre bagnata dalle onde , TUTTO l’ olio se ne era andato !!!

Un lavoro del tutto inutile e che di certo non ripetero’ mai piu’ . Ho imparato una lezione e da ora in avanti , per me , la coperta di teak e’ al naturale !

Selfie sul Taita