Tutti contro Amazon?

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Tutti contro Amazon?

” e’ un pezzo di capitalismo che distrugge se stesso” (cit. Ministro Calenda)

Si sta svegliando l ‘Italia . Finalmente .

Le autorita’ hanno notato , beate loro , che centinaia di migliaia di negozi chiudono e soffrono per via di una concorrenza imbattibile : il commercio online .

Analizziamo freddamente i pro e contro .

A. lato consumatore

+ maggiore scelta
+ comodita’ di acquisto da casa
+ prezzi in genere migliori
+ componente di risparmio di tempo e spese di trasporto , per andare ad acquistare nei negozi

– richiede una certa esperienza nell’ uso del computer
– ci si innamora meno dell’ oggetto che si compra , quindi manca spesso la componente emozionale
– non ci sono i saldi
– manca il rapporto umano con il negoziante

B. lato produttore

+ sensibili risparmi , tagliando i costi di esposizione
+ possibilita’ di posizionare la produzione in aree remote , meno care e piu’ semplici per lavorare
+ semplificazione dell’ amministrazione
+ affidabilita’ nei pagamenti
+ mercato enorme ed in crescita velocissima

– concorrenza spietata
– prezzi bassi
– richiesta competitivita’ perche’ si e’ lato a lato con la concorrenza
– esiste una certa perdita di identita’ del proprio marchio

Abbiamo visto che l’ ecommerce cresce in Italia e nel mondo e si parla di circa il 10% l ‘ anno di crescita del fatturato . Palesemente per il consumatore vi sono chiari vantaggi e probabilmente il produttore non ha scelta , se non tra fallire o accettare di vendere tramite Amazon .

Il 2018 e’ l’ anno del Tutti Contro Amazon .

Ma cosa si puo’ fare veramente , e ha senso tentare di farlo ?

Partiamo da alcuni punti fermi:

A. Provare a concorrere nell’ ecommerce

– purtroppo occorrono investimenti colossali e al momento solo la Cina e’ riuscita , con piattaforme alternative ad Amazon . Da noi , pare fuori discussione

B. Colpire Amazon duramente, con tasse e regolamentazioni volte a ostacolare il suo monopolio

– occorre precisare che in questo caso si colpiscono anche i consumatori , che al momento si avvantaggiano dei prezzi e condizioni offerte da Amazon .

– legalmente vi sono ben pochi appigli per colpire l’ ecommerce che ha il diritto sacrosanto di avere e mantenere la sede fiscale in un altro Paese

C. puntare su una strategia alternativa

Il punto C naturalmente e’ il ns punto e mentre non e’ stato fatto nulla , vediamo cosa si potrebbe fare per fidelizzare la clientela e mantenerla come clientela del negozio , o riconquistarla .

– consegnare a domicilio

– puntare sul rapporto umano , sul consulente tecnico presente , sull’ esperienza del venditore nel consigliare il cliente , sulla simpatia , sulla possibilita’ di provare i capi di abbigliamento , sui servizi accessori .

Vediamo in pratica con una serie di esempi :

A. il sr Giovanni compra un computer su Amazon . spende 400 euro in offerta

B. il sr Giovanni compra lo stesso computer al negozio sotto casa . 450 minimo prezzo .

Il negozio sotto casa pero’ offre un piccolo gadget di personalizzazione del laptop , una cover unica , la possibilita’ di accedere ad un’ assistenza diretta , l ‘aiuto nell’ istallazione dei vari software e antivirus , e magari un set di giochi in omaggio con una memory stick piena di giochi e programmi gratuiti ( costa al negoziante 1 euro )

Il Sr Giovanni ha scelto il negozio del Sr Beppe , perche’ in effetti costa qualcosa in piu’ di Amazon , ma il Sr Beppe e’ simpatico e molto disponibile e ben preparato , e lo ha consigliato bene e non si sente solo , se ci fosse qualche problema

Il Sr Giovanni e’ cliente del negozio di abbigliamento a 500 metri da casa sua .

Certo che Amazon costa di meno ed offre una scelta che il piccolo negozio non ha .

A Natale pero’ ha ricevuto gli auguri personali del negoziante , con un regalino . I suoi calzini preferiti !

Si sente in obbligo di andare dal Sr Beppe , che e’ un po’ piu’ caro , ma e’ una buona persona e va aiutato .

Il servizio di accoglienza dovrebbe essere implementato e valorizzato al massimo il momento in cui un cliente entra fisicamente in un negozio .

Il cliente sa che sta pagando di piu’ che su Amazon , ma vuole vedere se gli si offre qualcosa di piu’ .

Un caffe’ ?

Una consulenza compresa nel prezzo ? Magari solo un consiglio puo’ essere sufficiente

Si potrebbe provare a costituire un database con gli indirizzi email dei clienti e preparare una newsletter con le offerte del giorno/della settimana .

In sostanza , il futuro sta creando l’ obbligazione del negoziante , di offrire di piu’ , per poter competere con l Ecommerce .

Se da un lato abbiamo Amazon che offre molto al consumatore , e dall’ altro lato abbiamo il negoziante che e’ obbligato dalla concorrenza di Amazon , di offrire di piu’ al consumatore ,

Non siamo in una situazione vantaggiosa per il Consumatore ?

Perche’ quindi colpire Amazon ?

perche’ rappresenta un pericolo , come dice il Min Calenda , ” un pezzo di capitalismo che distrugge se stesso ?”

Perche’ nella ns societa’ , chiunque ha vari ruoli sociali .

Il consumatore , e’ anche un impiegato / dipendente o in proprio .

Il negoziante , e’ anche un consumatore

Amazon , colpendo i negozianti in modo cosi’ esteso sul territorio , finisce per colpire i propri stessi Consumatori , a cui offriva invece prezzi vantaggiosi .

Il duplice ruolo sociale dell’ individuo , compratore e venditore insieme , di beni o servizi , guardia e ladro al tempo stesso , se vogliamo dire cosi’ , rende impossibile da separare il consumatore dal produttore , venditore . Colpisci uno e colpisci tutti .

Ecco perche’ si e’ deciso di valutare l’ impatto di ogni manovra , sulla base di un indicatore comune , che si chiama genericamente , il PIL di un Paese .

Ha ancora senso misurare il PIL italiano , in anni di globalizzazione cosi’ spinta , in cui Amazon ha la sede in America, la FIAT in Olanda o Inghilterra , e cosi’ via ?

Continuiamo domani .